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lunedì 21 febbraio 2011

Tyche: il pianetone super-Giove?

TYCHE HA LE ORE CONTATE di Vincenzo Zappalà ( www.astronomia.com )
E’ un po’ che si parla della possibile esistenza di un pianeta più grande di Giove orbitante all’interno della Nube di Oort. Le osservazioni di WISE dovrebbero dare una risposta definitiva. 
Leggi l'articolo a questo link:
www.astronomia.com/2011/02/21/tyche-ha-le-ore-contate

venerdì 19 novembre 2010

Un pianeta originario di un'altra galassia

Un pianeta extrasolare in orbita intorno ad una stella che è entrata nella Via Lattea provenendo da un'altra galassia è stato rilevato da un team europeo di astronomi utilizzando il telescopio MPG/ESO di 2.2 metri sito a La Silla in Cile. Il pianeta, simile a Giove, è particolarmente insolito in quanto orbita intorno a una stella vicina alla fine del suo ciclo evolutivo e si troverebbe sul punto di essere inghiottito da essa, fornendo indizi interessanti sulle possibili sorti del nostro sistema planetario in un lontano futuro.
(fonte ESO)
Link al comunicato ESO

mercoledì 1 settembre 2010

La super-Terra

La missione Kepler ha confermato il prima sistema planetario in cui almeno due oggetti, delle dimensioni leggermente inferiori a Saturno, transitano entrambi prospetticamente davanti alla loro stella. E forse anche una super-Terra …
Il sistema utilizzato dalla missione Kepler della NASA per la scoperta di esopianeti si basa sul metodo dei transiti davanti alla stella sotto osservazione. Un pianeta che si trovi quasi perfettamente allineato tra il telescopio e la stella passerà davanti al disco dell’astro e quindi causerà una lieve caduta di intensità nella luce emessa dalla stella. La perdita di luminosità è ovviamente molto debole, ma la strumentazione di bordo è in grado di rilevare anche la più piccola variazione.
Più di 700 nuovi possibili pianeti sono stati scoperti nei primi 43 giorni di missione e devono essere ora confermati un po’ alla volta anche con osservazioni da terra. Ma il nuovo “caso” è veramente stato fortunato oltre che complicato. Ben due pianeti sono apparsi transitare davanti alla stella Kepler-9 e hanno avuto il nome di Kepler-9b e Kepler-9c.
Non è stato facile riconoscere il doppio transito, ma i dati sono interessantissimi. Dobbiamo infatti ricordare che la profondità della perdita di luce, la sua durata, il periodo tra un transito e l’altro danno informazioni sulla grandezza del pianeta, la sua distanza dalla stella e il periodo orbitale. Non solo, però. Possibili variazioni nei tempi di passaggio davanti alla stella, indicano anche la presenza di altri pianeti (che non transitano) che perturbano il moto dei loro fratelli. In tal modo si riesce anche ad avere stime della massa degli oggetti.
Tutto molto bello… ma il transito di due oggetti crea molta confusione, anche perché il passaggio può avvenire non centralmente ma ai bordi dell’astro e le durate di transito possono esserne influenzate: un pianeta vicino (e quindi veloce) e “centrale” può causare la stessa perdita di luce di uno lontano (e quindi lento) ma “non centrale”. Insomma un bel rompicapo … In ogni caso, ora si è avuta la certezza del doppio transito e si possono ottenere i primi dati sicuri, come i periodi di rivoluzione che risultano essere di 19 giorni per (b) e 38 per (c). Lo studio delle variazioni negli istanti di transito sono poi stati confermati direttamente dalle osservazioni e quindi hanno dato conferma ai calcoli teorici che si fanno quando il pianeta perturbatore è solo intuito ma non visibile.
Le sorprese non sono, però, ancora finite… Vi sono segni confusi e debolissimi di un terzo transito. Le variazioni di luce sono così deboli che ci vorrà ancora tempo per la conferma finale. Se fosse vero si sarebbe scoperto un pianeta con un raggio grande solo una volta e mezzo quello della Terra. La sua distanza dalla stella sarebbe molto piccola, dato che le girerebbe intorno in soli 1,6 giorni terrestri.
Staremo a vedere…

(fonte www.astronomia.com)